QUANTA ACQUA USIAMO PER PRODURRE IL CIBO CHE MANGIAMO?

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Scegliere consapevolmente la quantità di cibo da consumare giorno per giorno è il primo passo per tutelare il bene più prezioso che abbiamo: l’acqua.

Come sposare la scelta di una dieta meno “idrovora” a favore di una più sostenibile? Ecco una piccola guida che ci aiuterà a comprendere l’impatto delle diverse tipologie di cibo che siamo soliti inserire nella nostra spesa.

L’acqua che beviamo (circa 2 litri al giorno in media) è solo una piccola parte di quella che, più o meno consapevolmente, consumiamo ogni giorno. Al consumo diretto (per lavarsi, cucinare, pulire o innaffiare le nostre piante, che varia dai 20 ai 50 litri) va aggiunto infatti quello indiretto, che passa attraverso l’acqua “nascosta” necessaria per produrre i beni e i servizi che utilizziamo e il cibo che portiamo sulle nostre tavole.

La somma di tutti questi consumi rappresenta, per ogni individuo, la sua impronta idrica quotidiana. Quella italiana, complessivamente, è di circa 6.300 litri consumati per persona al giorno, un dato che risulta essere di 1,65 volte più alto rispetto alla media globale.

È dunque evidente come l’acqua che “mangiamo” sia nettamente superiore a quella che beviamo. Ma quali sono gli alimenti che pesano maggiormente sulle risorse idriche del nostro pianeta?

LA CARNE

La carne è l’alimento più “idrovoro” di tutti. La sua impronta idrica è legata principalmente all’acqua utilizzata per l’alimentazione del bestiame. Mediamente, a livello globale, per produrre un chilo di carne di origine bovina sono necessari 15.139 litri d’acqua.

In ordine decrescente per impronta idrica, alla carne seguono gli altri prodotti di origine animale come il formaggio (5.253 litri per kg prodotto), le uova (2.562 litri) e il pesce (2.314 litri).

CEREALI, PANE, PASTA

Per quanto riguarda invece i cereali e i loro derivati, come pane e pasta, l’impronta idrica varia in base alla provenienza e alle modalità di coltivazione adottate, oscillando tra i 902 litri medi necessari per produrre 1 chilo di pane, ai 1.509 litri della pasta, fino ai 1.597 litri del riso.

FRUTTA E VERDURA

Lo sforzo idrico richiesto per la produzione di frutta e verdura è, nella maggior parte dei casi, fortemente inferiore rispetto a quello degli alimenti di origine animale: per produrre un chilo di verdura occorrono, in media, 336 litri di acqua, mentre per produrre la stessa quantità di frutta ne sono necessari in media 748. Un consumo di acqua maggiore è richiesto per produrre i legumi (4.165 litri), mentre patate e tuberi sono fra gli alimenti con la minore impronta idrica in assoluto (287 litri).

Per il benessere del Pianeta è quindi fondamentale che ognuno di noi segua un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile. Bilanciando gli alimenti durante i pasti e limitando la frequenza degli ingredienti meno vantaggiosi per ambiente e salute a favore di quelli più sostenibili, potremmo ridurre l’impronta idrica europea del 23% ed essere tutti parte di un cambiamento globale.

Tutti abbiamo la possibilità di fare la differenza: basta fare scelte giuste e consapevoli. L’acqua è una risorsa preziosa: preserviamola