SUPREME: IL SUCCESSO DIETRO UNA T-SHIRT

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La strategia di marketing di Supreme è avvolta da un mix di mistero, semplicità e genialità. In questo articolo vi raccontiamo in che modo il brand newyorkese è riuscito a diventare un vero e proprio culto! Supreme, grazie alla sua unicità ed eccezionalità, è riuscita a generare un hype incredibile nel mondo fashion, e non solo!

LA STORIA

Supreme nacque come uno skateboarding shop a New York nel 1994, da un’idea di James Jebbia. Nell’Aprile di quell’anno, James aprì il primo store fisico su Lafayette Street nel centro di Manhattan. Progettato per rendere lo spazio skater-friendly, la merce fu disposta lungo il perimetro del negozio in modo da lasciare uno spazio centrale abbastanza grande da permettere agli skater di riunirsi e passare del tempo insieme.

Oggi, questo brand underground è divenuto un vero e proprio trend, un desiderio che si vende da solo. Quello che un tempo era un brand di nicchia, è diventato nel tempo uno dei più importanti marchi caratterizzanti il mercato dello streetwear.

Quali strategie sono state attuate affinché la percezione del brand diventasse così elevata?

STRATEGIE DI MARKETING

L’idea promossa dal brand gli ha permesso di essere denominato già nel 1995 un “brand di culto” e “Chanel dello streetwear” da Vogue, generando così un hype ancora più elevato!

Inoltre, la disposizione degli spazi l’ha reso subito un negozio amato dagli skater (target principale del brand) che frequentavano lo shop per sentirsi a proprio agio, conoscere persone nuove e trovare capi di stile. Proprio per questo motivo, il negozio diventò, sin dalla sua apertura, un punto di ritrovo famoso in tutta la città.

Un altro elemento eccezionale era il fatto che solamente gli skaters potevano entrare, mentre il resto dei potenziali clienti doveva guadagnarsi il diritto di poter fare shopping da Supreme!

Nel 2004 James Jebbia aprì il secondo negozio Supreme a Los Angeles: uno store più grande rispetto a quello di New York e con una vera e propria pista da skate al suo interno! Da questo momento il brand è cresciuto sempre più, tanto da uscire dalla nicchia degli skaters ed affermarsi come brand promotore di uno stile di vita underground, condiviso dai giovani millenials e oltre.

Oggi Supreme è presente con 12 store in New York, Los Angeles, San Francisco, Parigi, Londra, Tokyo, Osaka, Nagoya e Fukuoka. Nel novembre del 2020, la multinazionale VF Corporation (cui fanno parte anche Vans, Eastpack e The North Face) ha acquistato il brand.

I SUPREME STICKERS

Sin dall’inizio, Supreme ha adottato una strategia tipica dei brand di lusso, ovvero produrre capi e accessori rivenduti poi ad un prezzo molto alto. I guadagni maggiori consistono però nella vendita dei prodotti più economici.

Spaziando dagli stickers, ai cappellini per arrivare ai gadget più semplici, Supreme è riuscito a generare una brand awareness incredibile e, una volta riconosciuto a livello mondiale, si è permesso di vendere i propri prodotti ad un prezzo ancora più alto.

Crescendo la domanda, infatti, Supreme ha potuto conseguentemente riadattare la propria offerta, cavalcando l’onda della devozione da parte dei propri consumatori.

EFFETTO SCARCITY

La strategia di Supreme più riconosciuta e apprezzata è sicuramente quella riconducibile all’ “effetto scarsità”, un bias cognitivo che comporta un errore sistematico nelle nostre percezioni, portandoci a credere che un oggetto abbia un valore superiore perché disponibile in poche quantità.

Supreme, infatti, rilascia soltanto una decina di capi o accessori per volta, i cosiddetti “drop” che vengono venduti online ogni settimana il giovedì alle 11:00.

Anche negli store è possibile acquistare le new release e, negli scorsi anni, i clienti arrivavano ad aspettare anche più di 23 ore, dormendo in camping o case nelle vicinane, per poter acquistare i capi d’abbigliamento.

Il numero limitato di capi venduti e il loro esaurimento istantaneo, porta le persone ad attendere con bramosia l’appuntamento settimanale per accaparrarsi il drop della settimana.

Inoltre, la scarsità dei prodotti venduti comporta anche una loro rivendita ad un prezzo più che triplicato.

COLLABORAZIONI E CO-BRANDING

Supreme ha iniziato le prime collaborazioni con gli skater più famosi negli anni ’90. L’obiettivo era nominarli come brand ambassador, aumentare così la brand awareness e creando una connessione con il loro target primario.

Le prime collaborazioni hanno funzionato perfettamente per posizionare il brand come promotore della moda hip hop, underground e street. Nel tempo le collaborazioni aumentarono sempre di più, tanto da arrivare ad alcuni dei brand di lusso più conosciuti al mondo, come ad esempio Louis Vuitton, Nike, Adidas, Levi’s, e Vans.

L’identità di Supreme non è mai venuta meno ma, affiancandosi a brand di moda di lusso o di street fashion, ha aumentato il volume di articoli e prodotti su cui compare il logo Supreme.

In definitiva, Supreme è un brand eccezionale che è riuscito a farsi apprezzare dai fan dello streetwear, che lo venerano e cercano di replicarne il successo. Oggi, infatti, è in crescita il numero di persone che tentano di realizzare il proprio marchio di streetwear perchè il successo di Supreme non sembra poi così irrealizzabile.

Supreme ha costruito un’immagine fedele al suo business model, senza mai “re-stockare” prodotti che avrebbe potuto vendere in quantità molto più elevate.

Un mix di attività che ha generato un desiderio sempre maggiore e una devozione da parte dei propri consumatori, disposti a spendere anche mille euro per una maglietta!