NON CERVELLI PIENI MA CERVELLI BEN FATTI

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La società contemporanea può essere considerata come “la società dell’informazione“, in quanto caratterizzata da un contesto socioeconomico all’interno del quale le nuove tecnologie “informative” hanno assunto un ruolo fondamentale per le attività umane.

L’educazione e il mondo della scuola rappresentano il vero strumento per poter gestire e interpretare il cambiamento. Perché un’innovazione, innovata e innovativa, può giocare un ruolo fondamentale nel cambiamento attorno a noi?

Oggi viviamo nel periodo storico dove c’è più informazione di qualità nella storia dell’umanità. Allo stesso tempo, viviamo in un mondo dove questa forma qualitativa di informazione riesce a raggiungere solo una nicchia ristretta di persone. Così, nonostante la formazione abbia fatto dei passi avanti incredibili, è come se ci fosse un muro culturale che rende questo sviluppo una prerogativa di pochi. Il muro è quello dell’accesso e della comprensione. 

L’impatto negativo che ha avuto il Covid sulla scuola ha costretto la società a guardarsi allo specchio e a capire quanto il sistema educativo stia arrancando. 

Secondo un ultimo rapporto di Save The Children, un quindicenne su due in Italia non è in grado di comprendere un testo scritto. Inoltre, è stimato che su 100 bambini che entrano oggi alle elementari e provengono da due genitori che non hanno finito l’Università o uno dei due non ha terminato le superiori, solo 8 arriveranno alla laurea. Invece, su 100 bambini che provengono da due genitori entrambi laureati, quasi in 70 arriveranno alla laurea. Una forbice enorme determinata dal background culturale e familiare. Le possibilità esistono ma l’accesso non è ancora equo. 

Il ruolo della scuola non dev’essere quello di colmare i cervelli ma di formare menti ben fatte, in grado di comprendere la necessità e la ricchezza dell’informazione che abbiamo oggi a disposizione. È necessario formare dei buoni cittadini capaci di gestire un cambiamento sempre più veloce e imprevedibile. La scuola deve portare a un mondo migliore e deve fornire ai giovani le competenze utili per migliorare la società.

Un esempio su tutti? Il cambiamento climatico, la nostra più grande emergenza. Sembra ormai un cliché, ne parlano tutti ma le soluzioni sono sempre poche e molto spesso solo tecnologiche. La vera sostenibilità richiede una svolta ambientale e strutturale di vita che può solo avvenire tra i banchi di scuola

Il cambiamento vero per contrastare i dati e per costruire una società più equa deve partire dalla classe, da insegnanti “trasformativi” che riescano ad avere un impatto trasformativo sui loro studenti. Il cambiamento deve avvenire nella connessione tra scuola e società.