IL MARKETING SENSORIALE: VENDERE CON I 5 SENSI!

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PERCHÉ PUNTARE SUI 5 SENSI?

 Il marketing sensoriale viene definito come il marketing che coinvolge i sensi del cliente, influenza la sua percezione su un determinato prodotto e ne guida il comportamento, attraverso una vera e propria esperienza sensoriale.

Ma perché puntare sui 5 sensi? I sensi, prima della razionalità, sono in grado di creare un legame emozionale tra il consumatore e il prodotto o il brand. Infatti, durante la fase di acquisto, sono le emozioni a fare da guida e a indirizzare il comportamento delle persone.

COME STIMOLARE I 5 SENSI DEL CLIENTE?

Il marketing sensoriale va oltre la semplice vendita, in quanto rende il cliente più partecipe e coinvolto attivamente. Questo viene effettuato stimolando con diverse tecniche vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Le tattiche di marketing sensoriale si adattano a molti settori e, naturalmente, il massimo dell’applicazione si ha nei punti vendita.

LA VISTA

Questo senso è continuamente stimolato, da quando apriamo gli occhi al mattino fino al momento in cui li richiudiamo la sera. È proprio attraverso la vista che avviene il primo contatto tra il brand e il cliente. Inoltre, la maggior parte delle informazioni che influenzeranno i comportamenti d’acquisto del consumatore vengono percepite attraverso questo senso.

Dunque, nelle strategie di marketing sensoriale bisogna comprendere come utilizzare al meglio l’impatto visivo che coinvolge diversi fattori: colori e luci, forme e dimensioni, packaging ed esposizione dei prodotti, sito web e campagne pubblicitarie.

Riguardo i colori, ad esempio, quelli vivaci e caldi (tipici dei fast food) tendono a rendere gli individui più attivi e a invogliarne l’appetito, mentre i toni freddi stimolano il rilassamento, l’armonia e la fiducia (presenti difatti nel settore tecnologico, finanziario e della salute).

L’UDITO

Quante volte è capitato di sentire una canzone o un jingle ed è venuto in mente il brand che lo ha utilizzato? Il suono è davvero un’arma potente, attraverso cui le aziende si fanno riconoscere proprio tramite il sound branding.

La musica si radica nella memoria e genera sensazioni positive o negative che si riflettono sulla percezione del brand. Ma non solo: permette anche di aumentare il tempo di permanenza in store e può influire sulla scelta d’acquisto. Sorprendente, vero? Inoltre, la musica all’interno di un negozio è fondamentale per creare una determinata atmosfera: può essere allegra e vivace per un brand che propone articoli giovanili, elegante e raffinata per uno store di prodotti luxury oppure rilassante per chi deve pazientare in sala d’attesa.

L’OLFATTO

L’olfatto è il senso che più influenza lo stato emotivo del consumatore. Il vantaggio legato all’utilizzo dell’olfatto è strettamente connesso alla memoria: la memoria visiva è efficace ma nel tempo tende a svanire prima di quella olfattiva, che invece resta nella mente.

Gli odori e i profumi rendono il marchio riconoscibile e regalano al cliente un’esperienza piacevole all’interno del negozio, capace di aumentare la spinta all’acquisto. Insomma, i brand che sfruttano il potere delle profumazioni lasciano davvero un segno indelebile nella mente dei consumatori.

IL TATTO

Come per l’udito, il tatto favorisce l’identità della marca. Infatti, attraverso l’utilizzo di alcuni tipi di materiali è possibile esprimere il valore del brand e influenzare così la percezione del cliente.

Il packaging, ad esempio, ha un ruolo importante: non serve semplicemente a proteggere il prodotto ma anche a dargli un aspetto unico e distintivo. La confezione deve risaltare non solo alla vista ma anche al tatto, ponendo particolare attenzione ai materiali utilizzati. Le diverse superfici dei packaging (morbide, lisce, ruvide, vellutate, elastiche, ecc.) sono elementi tattili che contribuiscono a veicolare sensazioni di piacevolezza e comfort.

IL GUSTO

Il gusto è il senso predominante nel settore del food! Basta pensare al settore agroalimentare dove i propri prodotti si fanno conoscere attraverso sfiziose degustazioni. In questo modo, il cliente viene coinvolto attivamente in un’esperienza soddisfacente e desidera acquistare ciò che ha provato.

In alcuni casi, non c’è bisogno di far degustare al cliente realmente qualcosa. Infatti, il gusto può essere stimolato raccontando una storia: attraverso uno storytelling efficace si può riportare alla memoria qualcosa di cui si conosce il gusto, come ad esempio il caffè, il cioccolato, una fragola, ecc.

L’importante è avere qualcosa da raccontare e riuscire a trasmetterlo attraverso le emozioni, i ricordi e le sensazioni!